Portable Linux Apps anche su Sabayon
Nel precedente post abbiamo visto come sia possibile far convivere Kpackagekit all’interno della nostra Sabayon. Questo offre spunti interessanti, emersi anche nei messaggi che ci avete mandato, e rafforza ancora di più l’idea di Sabayon come distro altamente competitiva nel panorama di Linux. Avere a disposizione più strumenti per gestire gli aggiornamenti e per installare i programmi permette all’utente di scegliere l’applicazione che più gli aggrada e vi posso garantire che questo approccio è molto raro, se non assente, nella maggior parte delle distro in circolazione.
In questo articolo prenderemo in considerazione una ulteriore modalità di installazione dei programmi, completamente diversa da tutte quelle che avete visto fino a questo momento. Esula da ogni package-manager caratteristico di una distro e permette di essere usatata in modo universale, superando quelle barriere imposte dalla classica struttura di installazione su Linux.
Stiamo parlando delle Portable Linux Apps.
Vi segnalo un estratto, prelevato da Pollycoke.org, che spiega in modo dettagliato cosa sono e cosa fanno le AppImmage:
Le Portable Linux Apps sono applicazioni self-contained, ovvero costituite da un singolo file immagine di un albero di directory contenente anche eventuali dipendenze non standard. Le applicazioni così distribuite non necessitano di una vera e propria installazione ma vengono eseguite da qualsiasi posizione, e soprattutto non richiedono l’installazione di librerie non standard.Somigliano per molti versi al sistema utilizzato da anni su Mac OS, ma mentre le app di Mac OS sono semplici directory con estensione .app, le appimage, come anche altre soluzioni simili, evolvono l’idea di Application Bundle racchiundendola in una immagine eseguibile, per cui abbiamo realmente la corrispondenza 1 file = 1 app.Le librerie incluse nelle appimage sono solo quelle non-standard, che non trovate già installate nelle distribuzioni supportate (tutte le principali). Difficilmente tali librerie non-standard portano le applicazioni a prendere più di una decina di mega o due, e in casi abbastanza selezionati.
L’unica nota stonata è rappresentata dal fatto che questo tipo di applicazioni( per adesso) funzionano solo su sistemi X86…per cui sono tirate fuori dai giochi le persone con distro a 64 bit.
Se volete provare questo nuovissimo approccio di gestione delle applicazioni su Linux non dovete far altro che recarvi sul sito:
http://www.portablelinuxapps.org/
e scaricare quella che più vi piace.
Cliccate con il tasto destro sull’applicazione, scegliete Proprietà, e selezionate l’opzione: “Eseguibile”.
Oppure se amate il terminale vi basterà dare un chmod +x all’interno della cartella contenente l’applicazione.
Provatele e fatemi sapere cosa ne pensate.
Semlali Omar
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Purtroppo ho un Iphone e non posso usarle, credo, o mi sbaglio?.
Se mi capiterà un cell con android lo proverò, non appena avrò anche reinstallato la 5.2×86 sul mio netbook asus.